Role of contrast-enhanced ultrasound (CEUS) in the diagnosis and management of traumatic splenic injuries

J Ultrasound. 2018 Dec;21(4):315-327. doi: 10.1007/s40477-018-0327-0. Epub 2018 Oct 25.

Abstract
in En , Italian

Splenic injuries are common emergencies in the setting of abdominal trauma, as the spleen is the second most frequently injured abdominal organ after the liver. The treatment of splenic injuries underwent a severe shift from operative to non-operative due to an increased awareness of the double physiological function, both immunological and hematological, of the spleen. This, in turn, led to an increased application of splenic preservation techniques. The non-operative approach has been strengthened through radiological imaging and interventional radiology. While multidetector computed tomography is mandatory in the evaluation of hemodynamically stable patients after high-energy trauma, one ultrasound (US) can be used as a first-line technique to examine patients in cases of low-energy trauma. Unfortunately, baseline US has low sensitivity in the detection of traumatic injuries. With the introduction of contrast-enhanced ultrasound (CEUS) as a reliable alternative to baseline ultrasound for low-grade abdominal trauma, the sensitivity of the US technique in recognizing traumatic abdominal lesions has strongly increased, reaching levels of accuracy similar to those of the CT. It has also been strongly recommended for use with children, as it allows for the performance of imaging techniques with the lowest dose of radiation possible. In this review, the authors aim to present the typical appearance of traumatic splenic injuries, using enhanced CEUS capability to overcome baseline US limits, and to describe the different techniques applied according to the hemodynamic stability of the patient.

La milza è il secondo organo più comunemente sede di trauma nel contesto dei traumi chiusi dell’addome. Nel corso degli ultimi decenni il trattamento dei traumi splenici ha subito un rapido shift verso un approccio sempre meno aggressivo. Il razionale alla base di questo trend sta nel duplice ruolo svolto da quest’organo dal punto di vista fisiologico, sia immunologico che ematologico, che ha portato allo sviluppo di manovre terapeutiche sempre più conservative. Questo approccio nonoperativo è stato fortemente sostenuto dalle nuove metodiche di imaging e dal rapido evolversi delle tecniche di radiologia interventistica. Dal punto di vista dell’imaging, mentre la TC Multidetector è mandatoria nella valutazione del paziente che ha subito un trauma ad elevata energia e stabile emodinamicamente, nei traumi a bassa energia l’ecografia può essere utilizzata come metodica di primo approccio. Sfortunatamente essa è caratterizzata da una bassa sensibilità nell’ individuazione delle lesioni traumatiche a carico degli organi addominali. Con l’introduzione dell’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) come alternativa alla sola ecografia nella valutazione dei traumi a bassa energia, la sensibilità di tale metodica è notevolmente aumentata, raggiungendo livelli di accuratezza molto vicini a quelli della TC. Il suo utilizzo è stato fortemente sostenuto nella valutazione iniziale del paziente pediatrico al fine di ridurre il più possibile l’esposizione a radiazioni ionizzanti. In questo articolo gli autori si propongono di presentare una revisione dei traumi splenici, enfatizzando il ruolo della CEUS rispetto alla sola ecografia e di descrivere quali sono le metodiche da utilizzare in base alla stabilità emodinamica del paziente.

Keywords: BAT; Blunt abdominal trauma; CEUS; Contrast-enhanced ultrasound; MDCT; Multidetector computed tomography; Non-operative management; Splenic trauma; Trauma; Trauma imaging; Traumatic splenic injuries.

Publication types

  • Review

MeSH terms

  • Contrast Media
  • Disease Management
  • Humans
  • Spleen / diagnostic imaging*
  • Spleen / injuries*
  • Ultrasonography*

Substances

  • Contrast Media