[Serum polychlorinated biphenyls in workers of a second-smelting steel mill]

G Ital Med Lav Ergon. 2020 Sep;42(3):140-144.
[Article in Italian]

Abstract

In the steel industry polychlorodibenzodioxins (PCDD), polychlorinated dibenzofurans (PCDF) and polychlorinated biphenyls (PCBs) may be present deriving from the fusion of ferrous and non-ferrous scrap, as well as for the thermal decomposition of the plastic materials (thermoplastic and thermosetting resins) contained therein and not removed before melting at high temperatures. The aim of the study was to assess in 52 workers of a secondmelting steel plant the PCBs exposure deriving from the manual handling of ferrous scrap waste eventually contaminated. The population was divided by production department (scrap, casting and office). Static air sampling of PCDD, PCDF, PCBs and biological monitoring of serum dioxin-like PCBs (DL-PCBs) were performed. The comparison of serum DL-PCB values between workers from the scrap department and those from the casting did not find any statistically significant differences (Mann- Whitney U test). The range of serum DL-PCBs was 7.74-78.55 ng/g lipids with an average of 24.21 ng/g lipids, much lower than the reference values measured in the Italian general population in 2011. Mean and median TEQ WHO 1998 of DL-PCBs were 0.22 pg/g lipids and 0.15 pg/g lipids respectively. The low concentrations of serum DL-PCBS in the studied population can be explained by the progressive reduction of environmental PCBs contamination.

Nell’industria siderurgica, tra i numerosi agenti chimici che costituiscono fattori di rischio per la salute dei lavoratori, possono essere presenti policlorodibenzodiossine (PCDD), policlorodibenzofurani (PCDF) e policlorobifenili PCB derivanti dalla fusione dei rottami ferrosi e non ferrosi per la produzione di semilavorati, nonché dalla decomposizione termica dei materiali plastici (resine termoplastiche e termoindurenti) in essi contenuti e non rimossi prima della fusione ad elevate temperature. Lo scopo dell’indagine era quello di valutare l’esposizione a PCB derivante dalla gestione e movimentazione dei rifiuti rottami ferrosi eventualmente contaminati in 52 lavoratori di una acciaieria di seconda fusione. La popolazione era suddivisa per reparto produttivo (rottami/addensatore, fusione/colata, ufficio). Sono stati effettuati campionamenti ambientali fissi di PCDD, PCDF, PCB e monitoraggio biologico mediante determinazione dei DL-PCB sierici. Il confronto dei valori di DL-PCB sierici tra il gruppo di lavoratori del settore rottami/addensatore e quello della fusione/colata non ha riscontrato differenze statisticamente significative (test U di Mann-Whitney). Il range di DL-PCB sierici rilevato nei lavoratori addetti alla produzione dell’acciaieria è risultato di 7,74-78,55 ng/g lipidi con una media di 24,21 ng/g lipidi, concentrazioni molto inferiori al 95° percentile dei valori di riferimento della popolazione generale Italiana del 2011. Per quanto riguarda la TEQ WHO 1998 relativa alle concentrazioni di DL-PCB nei lavoratori addetti alla produzione dell’acciaieria studiata si osservava una media di 0,22 pg/g lipidi e una mediana di 0,15 pg/g lipidi. Livelli così bassi possono essere in parte spiegati con la progressiva riduzione nel tempo dei PCB ambientali anche per le opere di bonifica effettuate. Ciò è in accordo con i risultati relativi alla popolazione generale residente nell’area Bresciana nella quale si è osservato un dimezzamento dei livelli di PCB sierici nel 2013 rispetto al 2003. Un’altra possibile spiegazione potrebbe derivare dalla provenienza della popolazione lavorativa studiata da zone non direttamente interessate dall’inquinamento da PCB.

Keywords: biological monitoring; dioxins; polychlorinated biphenyls; reference values; steel.

Publication types

  • English Abstract