201 cases of foreign body ingestion in a Surgical Emergency Unit A 16-year retrospective study

Ann Ital Chir. 2022;92:9-15.

Abstract

Aim: The aim of this study is to analyse clinical characteristics of FB ingestion and predictive factors for complications, in order to reduce mortality and morbidity.

Materials and methods: A retrospective study of emergency surgical consultation records has been carried out from June 2005 through June 2015 yielded 201 episodes with the diagnosis of ingestion of foreign objects at the Surgical Unit of the University of Bari.

Results: Natural Removal in 44,8% of cases; Endoscopic retrieval in 42,4%, Surgical Procedures 4,4%. Statistical analysis was based on multivariate analysis and the model R2 of the Naegelkerke value.

Discussion: First of all, the approach to ingestion should be endoscopic. The second approach is surgical in selected cases. The most frequent site of impaction were oesophagus, stomach and right colon. An EGD proved to be the most used procedure with a no morbidity and no mortality.

Conclusion: The ingestion of foreign bodies is a frequent, complex and expensive condition to treat. Observation and endoscopy are the most appropriate procedures to be considered to manage the ingestion of FB in Emergency Surgery Unit.

Key words: Emergency surgery, Foreign bodies, Ingestion.

L’ingestione di corpi estranei è facilmente osservabile nei reparti di chirurgia d’urgenza. Nonostante questi casi si presentino più frequentemente in età pediatrica, con un picco di incidenza tra i sei mesi e i sei anni, l’ingestione di corpi estranei può avvenire anche nella popolazione adulta, distinguendo un’ingestione involontaria, che è più comune in pazienti con impianti dentali, disabilità mentali e nei tossicodipendenti e avviene durante l’ingestione di cibo ed una volontaria, che invece è più frequente nei pazienti psichiatrici e tra i detenuti. Schwarz nel 1976 ha stimato, negli USA, circa 1500 decessi per anno, dovuti all’ingestione di corpi estranei. Lo studio della American Society for Gastrointestinal Endoscopy (ASGE) non ha evidenziato alcun decesso tra gli 852 pazienti adulti ed ha riportato solo un caso tra i pazienti pediatrici. A volte l’ingestione di corpi estranei è seguita da complicanze potenzialmente pericolose per la vita del pz, come la perforazione o l’emorragia digestiva che richiedono un procedura chirurgica in regime di emergenza o urgenza. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi i corpi estranei passano attraverso il tratto gastrointestinale spontaneamente, il trattamento endoscopico è necessario nel 10-20% dei casi e quello chirurgico solo nel 1-14% dei casi. Obiettivo del nostro studio osservazionale è analizzare l’incidenza, le caratteristiche l’ingestione dei CE nell’ambito dei pazienti che afferiscono al Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari ed al reparto di Chirurgia d’Urgenza nel periodo 2005- 2015 ed anche valutare eventuali fattori predittivi per eventuali complicanze per poter ridurre mortalità e morbilità. Lo studio dei registri delle consulenze chirurgiche d’emergenza ha evidenziato 201 episodi con diagnosi di ingestione di corpi estranei, occorsa in 194 pazienti esaminati presso la U.O. di Chirurgia di Urgenza dell’Università di Bari.La maggior parte dei pazienti sono adulti e solo 8 pazienti pediatrici sono stati ammessi in reparto per mancanza di letti o di endoscopisti nell’ospedale pediatrico locale. I dati demografici dei pazienti includono età, sesso, tipo, misura e posizione dei corpi estranei, scopo del ricovero, strumenti diagnostici, durata della degenza ospedaliera e trattamenti. L’iter diagnostico- terapeutico è basato sulle linee guida internazionali e sul management aziendale per cui è stata condotta una consulenza chirurgica dopo il triage e successiva identificazione e localizzazione radiografica dei corpi estranei. Molti pazienti sono stati sottoposti anche a diagnostica di II livello (TC) e a consulenze specialistiche ulteriori (consulenza otorinolaringoiatrica, psichiatrica, etc a seconda dei casi). Il chirurgo d’emergenza successivamente ha deciso per il trattamento chirurgico, endoscopico, entrambi o nessuno di questi. Dai risultati del nostro studio, si evince che l’ingestione dei corpi estranei è molto più frequente in alcune categorie di pazienti, definite a rischio: nei pazienti con patologie di vario tipo, come patologie esofago-gastriche o patologie da compressione ab estrinseco, che impediscono il passaggio del bolo attraverso il tratto gastrointestinale favorendone l’arresto; nei pazienti con patologie psichiatriche o tossicodipendenza: in questi casi l’ingestione di CE può essere spiegata da disturbi della personalità, psicosi p.d., pica e simulazione (malingering). Nel nostro campione 13 pazienti hanno rifiutato le procedure diagnostiche e di questi 5 psichiatrici. In questi casi quasi sempre l’ingestione non è reale e riferiscono di aver ingerito corpi estranei radiopachi per cui difficilmente obiettivabili. I detenuti di solito o simulano oppure reiterano il gesto. La procedura endoscopica si è rivelata quella più utilizzata. Sono state condotte 131 endoscopie, risolutive nel 65% dei casi, con bassa morbilità e assenza di mortalità. La complicanza più frequente risulta essere la perforazione gastrointestinale, avvenuta in 5 casi. L’indicazione all’intervento chirurgico c’è stata solo nel 4,9% dei pazienti. In conclusione, l’ingestione dei corpi estranei è frequente e compless da gestire. Osservazione clinica ed endoscopia rappresentano il primo approccio cui segue l’intervento chirurgico conducibile per via tradizionale o laparoscopica o in combinata laparo-endoscopica in casi selezionati. È mandatorio che sussista un’Unità di Endoscopia di Emergenza in un Presidio Ospedaliero per poter gestire questi pazienti anche per poter ridurre i costi ed il tempo di degenza.

MeSH terms

  • Eating
  • Emergency Service, Hospital
  • Endoscopy, Gastrointestinal / methods
  • Foreign Bodies* / diagnostic imaging
  • Foreign Bodies* / surgery
  • Humans
  • Retrospective Studies